Gerardo Pasquale Sorrentino e il molino a pietra più antico della Campania.

L’inverno divora l’odore del grano. Gerardo, sulla soglia del mulino, lo sente arrivare dagli scavi archeologici dell’antica Aeclanum distanti poco più di due chilometri. Così è da cinquant’anni. Da quando ha detto addio all’Australia, dove emigrò nel ‘55 per portare avanti il mestiere di falegname insegnatogli dal padre nella città natale di Grottaminarda.

Classe 1935, Gerardo Pasquale Sorrentino, ha ricominciato da Mirabella Eclano nel ‘70, sposando Angelina, e impiantando uno degli ultimi molini a pietra ancora attivi in Italia meridionale.

Con questo novembre, sono quarantotto inverni qui in provincia di Avellino, a cavallo tra la valle dell’Ufita e il bacino del Calore. Mezzo secolo, dunque, dalle otto del mattino al tramonto. Tutti i giorni. Sul viso del mugnaio le rughe non intralciano il sorriso, la farina sembra cipria in controluce ogni volta che lo osservi di profilo come scrutando un attore dietro le quinte.

Non hanno eredi, Gerardo e Angelina, eppure alla domanda su chi porterà avanti questa impresa, rispondono: «Il mulino continua a girare. Continuerà a girare… sempre!».

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